Tra il 1990 e i primi anni 2000, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia vengono stretti in una morsa esplosiva: un bombarolo seriale compie diversi attentati dinamitardi senza, apparentemente, alcun movente a spingerlo. Saranno più di trenta gli ordigni esplosivi artigianali lasciati in luoghi pubblici o nascosti in oggetti o in prodotti di uso comune, che causano lesione lievi o molto gravi a parecchie persone, adulti e bambini. Nessuna rivendicazione, nessun messaggio o contatto con i carabinieri, la stampa lo soprannomina Unabomber, in analogia con il bombarolo statunitense Theodore Kaczynski. Ma chi era davvero il criminale che ha terrorizzato il nordest italiano per più di dieci anni?